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Sabato 14 ottobre la presentazione del libro "Nessuno può volare" di Simonetta Agnello Hornby
13 October 2017

“Nel confronto tra Italia e Inghilterra si sente spesso dire che il senso civico non appartiene alla società italiana. Ebbene l’Istituto degli Innocenti con la sua storia è lì per smentire tutto questo: il senso di comunità, quello capace di costruire un meccanismo di inclusione dei più deboli, non solo c’è ma viene da lontano”. George Hornby commenta così la visita all’Istituto di piazza Santissima Annunziata, una tappa del viaggio raccontato nel libro “Nessuno può volare” (Feltrinelli, 2017), scritto a quattro mani con la madre Simonetta Agnello Hornby e che sarà presentato sabato 14 ottobre (ore 11) in sala Poccetti.

“Il progetto del libro nasce per cercare di capire come la disabilità viene trattata oggi, quale influenza hanno le differenze nella cultura. Le rappresentazioni della disabilità nelle opere degli Uffizi ad esempio sono minime, gli Innocenti è uno dei pochi luoghi dove le differenze sono riconosciute e assistite”, spiega George che da quindici anni convive con la sclerosi multipla. L'autore osserva anche che spesso di disabilità nel passato si occupava la chiesa, “mi ha colpito il fatto che questo ente fiorentino sia sempre stata laico e sia stato sostenuto da un gruppo di benefattori, tutti assieme per uno scopo comune. Un’istituzione antica basata su principi moderni, un esempio che può dare coraggio a quanti oggi si occupano di questi temi”.

“A Londra abbiamo organizzazioni che si occupano di infanzia abbandonata ma sono molto più recenti e con organizzazioni meno articolate – commenta invece Simonetta Agnello Hornby - Sono rimasta molto colpita dalla cura attentissima riservata, nel corso di tutta la sua storia, ai bambini abbandonati dall’Istituto degli Innocenti seguiti fino da adulti, fino al raggiungimento dell’indipendenza”.

Durante la visita all’Istituto degli Innocenti la scrittrice ha avuto modo di vedere i documenti contenuti nell’archivio storico: “L’intera vita di ognuno era registrata con immensa attenzione al dettaglio e alla sana crescita fisica ed emotiva del bambino - scrive nel libro edito da Feltrinelli - Nel Regno Unito i bambini abbandonati sono sostenuti dai servizi sociali soltanto fino alla maggiore età. Nelle loro cartelle non ho mai letto descrizioni così dettagliate e approfondite”.

La bellezza dei cortili dell’edificio brunelleschiano serve all’ultima considerazione: “Per la prima volta nel mio soggiorno fiorentino – conclude il capitolo dedicato a Firenze - vedo come l’arte possa avere un enorme valore sociale e mi sento fiera di essere italiana”.

“La presentazione di questo libro, che offre un punto di vista sopra i pregiudizi e i luoghi comuni sulla disabilità, ci dà modo di mettere in evidenza il lavoro sull’accessibilità svolto dal Museo degli Innocenti - commenta la presidente dell’Istituto Maria Grazia Giuffrida - Siamo orgogliosi di poter portare avanti la storia di un ente pubblico che da sei secoli è al servizio dell’infanzia e che è cresciuto per rispondere a una precisa funzione sociale, estendendo le sue attività dallo studio e dal monitoraggio delle politiche riguardanti infanzia e adolescenza alla realizzazione di servizi educativi e di accoglienza rivolti a bambini, adolescenti, famiglie e genitori, dalla documentazione alla tutela e valorizzazione del suo patrimonio storico artistico”.